Saldi di fine stagione

alt L’art. 15 del decreto legislativo n. 114/1998 (legge della ed liberalizzazione del commercio al dettaglio) ha stabilito che i saldi “riguardano i prodotti, di carattere stagionale o di moda, suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo”. Ciò significa, in pratica, che il negoziante può decidere di vendere a prezzo pieno una parte dei prodotti del negozio e riservare i saldi solo ad una determinata quantità e tipologia di prodotti.Anche le vendite promozionali possono essere effettuate “per tutti o una parte dei prodotti merceologici”.Si tenga presente che soltanto le vendite di liquidazione devono essere effettuate dal dettagliante alfine di vendere “tutte le proprie merci”, mentre le vendite sottocosto possono riguardare solo 50 prodotti.La materia è regolata dalle legge regionale 01/2000. Quest’anno la regione Campania ha stabilito:La stagione dei saldi a Napoli avrà inizio alla data del 2 LUGLIO 2009 per la durata di 90 giorniI consigli dell’UNIONE sono:Date un’occhiata ai prezzi prima dei saldi: già da ora, con l’inserimento nelle vetrine delle nuove collezioni, cercate i capi che più vi interessano e ricordate modelli e prezzi.I prodotti in vendita durante i saldi devono essere accompagnati da due prezzi: il prezzo non scontato, ossia quello originale, e quello scontato, accompagnato dalla percentuale di sconto applicata.Anche sulle merci scontate è previsto il diritto di recesso dall’acquisto, subordinato alla presentazione dello scontrino fiscale e alla denuncia di difetti riscontrabili. Si badi bene che, in mancata presenza di danni o difetti evidenti, il diritto di recesso è a discrezione del negoziante, che può decidere se accettare il reso oppure no.I saldi riguardano prodotti della stagione che sta finendo e mentre la mercé degli anni precedenti può essere venduti ma con una chiara indicazione e un ribasso di prezzo davvero notevole.Si precisa che, ai sensi degli articoli 128 e seguenti del codice del consumo (decreto legislativo n. 206/2005), che sia in saldo o che non lo sia, i negozianti sono tenuti ad eliminare il difetto, a sostituire il prodotto o rimborsare il prezzo qualora tali rimedi non siano possibili. Ed è pertanto illegittimo il rifiuto dei negozianti alla restituzione del denaro (nel caso in cui riparazione e sostituzione non siano possibili) e non è plausibile la scusa dell’impossibilità di annullare fiscalmente l’operazione di cassa anche nei giorni successivi all’acquisto. A smentire i negozianti è ancora una volta la legge, vale a dire l’articolo 8 del decreto ministeriale 30 marzo 1992 e una successiva circolare del ministero delle finanze del 5 giugno 1992. Infatti il registratore di cassa ha, proprio a questo scopo, il tasto per evidenziare sullo scontrino “eventuali rimborsi per restituzione di vendite.

RICORDATE CHE TALI CONCETTI VALGONO E SONO OPERATIVI ANCHE PER LE VENDITE INVERNALI.

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